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Menopausa e qualità di vita

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MENOPAUSA E QUALITA' DI VITA

DI OLGA MANGANELLI
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Questa ricerca sulla qualità di vita correlata al periodo della menopausa femminile l'ho realizzata su commissione della Schering SpA. Contestualmente, in questo periodo, si cominciava a sperimentare la terapia ormonale sostituitiva. La ricerca è durata circa 3 anni, dal 1997 al 1999. L'obiettivo era, quindi, verificare quali fossero le paure delle donne rispetto le conseguenze che la menopausa poteva arrecare alla loro salute e quale era la loro disponibilità ad utilizzare queste nuove terapie ormonali.

L'obiettivo del lavoro è quello di identificare i fattori che nelle donne in menopausa ed in premenopausa contribuiscono o impediscono una buona qualità di vita, quali i cambiamenti estetici, funzionali, le relazioni intime/affettive, il rapporto con il proprio corpo, la disponibilità ad utilizzare terapie farmacologiche e le fonti dalle quali le donne attingono, generalmente, informazioni su questo stato e le terapie ormonali sostituitive.


La metodologia, il tipo d'indagine eseguito è stato realizzato su tutto il territorio nazionale dal 1997 al 1999. La verifica empirica è stata effettuata attraverso la somministrazione di questionari standardizzati con domande chiuse. L'analisi effettuata ha seguito i criteri della distribuzione di frequenze, non delle relazioni esistenti tra due o più variabili. Ciò che si analizza è il trend delle donne (in e non menopausa) intervistate che in qualità di campione rappresentativo possiede le caratteristiche dell'universo considerato in proporzioni analoghe.


Il campione e il target. Il campione prescelto è stato secondo disponibilità (Availability Sample), tutti i questionari sono stati somministrati alle donne che nel periodo tra il 1997 e il 1999 hanno partecipato agli incontri su "Menopausa e qualità di vita", sono state intervistate 1500 unità sul totale degli incontri, l' età è compresa tra i 35 e i 70 anni..


Risultati,
poichè il tipo di campione prescelto ha seguito il criterio della disponibilità (Availability Sample) non è possibile sostenere che i risultati siano rappresentativi a livello nazionale in quanto si tratta di tutte e solo delle donne che hanno partecipato ai convegni, verificando le loro tendenze comportamentali e tutti gli obiettivi definiti del progetto di ricerca. Il 90.5% delle donne che hanno partecipato alla ricerca convengono che la menopausa è una normale fase della vita, concordando in tal modo con il modello biopsicosociale. Le persistenti preoccupazioni per la perdita della memoria, 46%, oltre ad evidenziare un disagio evidenzia probabilmente il legame che il retaggio culturale ha lasciato dietro di sé tra la menopausa e la senilità; la depressione e al 45%. Altri timori sono, l'osteoporosi, 57,7%, l'aumento di peso, 34,6%, le vampate di calore, 18,4%, e problemi riguardanti la sfera genito-urinaria, 12%.
I giornali la radio e TV insieme (86,3%) rappresentano le principali sorgenti svolgendo un'opera di pedagogia di massa. Segue il ginecologo (62,8%) mentre le altre fonti sono meno citate: amiche e colleghe (24,3%), medico di famiglia (17,8%) e soprattutto il consultorio familiare (9,5%) che come in altri campi sembra fallire la sua missione di prima stazione di informazione e di cura. Per l'eventuale sostituzione ormonale, il ginecologo, 34.6 % diventa invece la prima sorgente di informazione dato che con la sua specializzazione può dare informazioni e consigli più precisi. Anche il consultorio sembra con il 23% fornire un maggiore numero d'informazioni rispetto alla sostituzione ormonale, mentre i mezzi di comunicazione di massa rappresentano il 24%. Il 44% intende affrontare questo momento della loro vita svolgendo attività sportive, la maggior parte il 27.3% sostiene di preferire in eguale misura il cerotto e la pillola mentre lo 1.11% la crema.

In conclusione Le donne che hanno partecipato ai convegni e che fanno già uso di terapie sostitutive sono 562, il 16,7%, del totale, mentre il 3.3% non risponde e il 66,3% non utilizza nulla. I motivi per cui non si fa uso di terapie con il 46.8% è la paura del cancro! La terapia ormonale sostitutiva ha i suoi pro e i suoi contro come ogni tipo di terapia farmacologica, ma da recenti studi epidemiologici è stato dimostrato che la donna in cura ormonale sostitutiva è ha rischio di tumore mammario in egual modo della donna non sottoposta a terapia. Per cui si evidenzia ancora una volta, una grande difficoltà all'informazione.
Queste percentuali, pari al 28,5%, sono ben più alte della media italiana (4%) e confermano che una popolazione orientata segue i dibattiti e cerca un approfondimento e maggiori informazioni. Le persone favorevoli o incerte all'uso di terapie sono uguali al 73,3%, contro il 26,1% delle donne contrarie ad ogni sostituzione ormonale.




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